white balance –
Fears for tears rock joke
AURELIEN FROMENT, MANDLA REUTER, MARINELLA SENATORE, ENRICO VEZZI
Inaugurazione mostra giovedì 18 dicembre ore 18,00 in via del porcellana 1/r (già via nuova), Firenze
Mostra visibile dal 19 dicembre 2008 al 28 febbraio 2009
VIANUOVA arte contemporanea presenta la sesta collettiva del ciclo di mostre dal titolo LA DISTANZA è UNA FINZIONE a cura di LORENZO BRUNI. La collettiva, che inaugura giovedì 18 dicembre alle ore 18 con il titolo white balance - Fears for tears rock joke , ruota attorno all'idea di limite/confine da superare e ricreare e sul linguaggio cinematografico dell'idea di sospensione.
VIANUOVA arte contemporanea apre a Firenze nel maggio del 2005 con un approccio inedito per una galleria poiché punta a ripensare alle attuali modalità espositive e a riflettere sulla natura del contenitore d'arte e sul suo ruolo di mediazione con il pubblico. LA DISTANZA E' UNA FINZIONE è un ciclo di mostre che parte dalla riflessione sull'ipotetica eredità del moderno (codici, linguaggi, usi attuali, memorie), e su cosa intendiamo adesso per spazio pittorico. Tutte le mostre indagheranno le modalità che gli artisti usano, dalla fine anni novanta, per definire narrazioni e storie intime quanto condivisibili con lo spettatore, il quale sarà chiamato direttamente in causa dallo spazio/sensazione messo in atto dall'opera. Più che mostre a tema saranno mostre collettive che vogliono materializzare un'atmosfera e una sensazione ben precisa in cui ritrovare e stabilire con gesti minimi cosa è il mondo e come può manifestarsi in esso il singolo individuo (artista/spettatore).
La prima mostra che ha inaugurato lo spazio di VIANUOVA arte contemporanea è stata Prendendo misure con Ian Kiaer, Didier Courbout e T-Yong Chung . La mostra puntava a ripensare alla città come spazio fisico e concreto in cui stabilire delle relazione con l'altro e non solo come idea, miraggio o spazio funzionale di attraversamento. La seconda mostra è stata invece Coincidenze con Martin Creed, Nedko Solakov, Koo Jeong-A e Jacopo Miliani e mirava a creare una condizione di stupore e non solo la sua rappresentazione, tentando poi di stabilire un rapporto diretto con il momento della fruizione dell'opera e di alzare il normale livello di immaginazione dello spettatore rispetto agli oggetti quotidiani con cui ha sempre a che fare. La terza mostra dal titolo Piani sospetti , invece, puntava a far riflettere gli artisti invitati sul concetto di autoritratto come ricognizione sui codici linguistici del gruppo culturale a cui il soggetto appartiene o dai quali proviene. Mark Manders, Carsten Nicolai, Mai-thu Perret, Federico Pietrella, Marcello Simeone puntavano a realizzare un ritratto collettivo. La quarta mostra dal titolo Geografie ruotava attorno all'idea del viaggio. Le opere di Rossella Biscotti, Paolo Parisi, Cristian Jankowsky e Roman Ondak erano storie per immagini che condividevano con lo spettatore un viaggio non come fuga ma come incontro di storie e persone e idee di luoghi da abitare. La mostra LUOGHI PER EROI-ognuno è eroi a se stesso con Dmitry Gutov, Marco Raparelli, André Romao, Matteo Rubbi si interrogava su chi oggi possa essere considerato un eroe tentando di realizzare un riflessione slegata dalla mentalità per opposti della visione novecentesca. La collettiva le parole tra noi leggere con Mario Airò, Pawel Althamer, Jason Dodge, Luca Francesconi, Gyan Panchal, puntava ad una riflessione su cosa è oggi scultura e sulla possibilità degli oggetti del quotidiano di farsi dispositivi per stimolare nuove storie o raccontare memorie di esperienze.
Info: la mostra white balance – Fears for tears rock joke sarà visibile dal 19 dicembre 2008 al 28 febbraio 2009 ai seguenti orari: ore 16-20. Per visite su appuntamento al di fuori dell'orario di apertura contattare: 329 8316887, 335 6470394, 328 6927778 robertogazulli@gmail.com , fguidibruscoli@gmail.com , lorenzobruni@gmail.com |